
Accadde
un tempo che, fatta una spesa per impiantare un acquedotto a Bazzano,
ad opera compiuta avanzò una somma che si decise di rendere
disponibile per un altro utile impiego. Essendo il Sindaco Termanini,
uomo saggio ed artista illuminato, amico dello scultore Graziosi,
decise con questi, di erigere una fontana nella bella piazza del
paese. In breve tempo la cosa fu fatta e, rappresentando la statua
che lo sovrastava le fattezze di una bagnante, fu presto battezzata
Giuditta per la straordinaria somiglianza con una donna piacente
e formosa che abitava a Bazzano. Non mancarono però, tra
la gente, divergenze di opinioni tra i sostenitori dell'opera,
ammirati per la sua bellezza, ed i custodi di un falso moralismo.
Alla fine, comunque, anche grazie al contributo del poeta bazzanese
Corrado Zanetti, la statua, nel frattempo rimossa e relegata nell'androne
del Comune per far posto al monumento ai caduti, fu riportata
all'aperto, nel posto ove ora si trova, per far bella mostra di
sé ed essere ammirata da tutti i bazzanesi.